La sveglia suona alle sette meno un quarto,
il caffè è come al solito.
Chiudo la porta esco e la città mi viene incontro.
Oggi è già un'altro mondo.
Sul vagone siamo in tanti, tutti in fuga e tutti uguali, con la vita frenetica e gli occhi sopra i cellulari.
Fuori il cielo cambia pelle mentre dentro il tempo non si muove, conto i passi fino a sera, osservo la mia vita particolare.
E mi chiedo dove vado e mi chiedo se la vita è tutta qui o comincia quando torno.
Casa, lavoro,sempre la stessa routine sempre lo stesso semaforo.
Casa, lavoro,un sogno ad occhi aperti anche oggi è un giorno nuovo.
Ma tra il rumore ed il solito percorso
c'è ancora un cuore clandestino, la mia vita è un viaggio introspettivo chiamato da Dio.
Le vite da adulto ed un cuore ancora bambino.
C'è una finestra sulla sera.
C'è chi parla di carriera e c'è chi vorrebbe andare via, chi sorride per mestiere oppure chi resiste per magia.
Poi ritorno nella mia quotidianità, le bollette e la cucina, la tua voce dal divano, il sorriso bambino di nostra figlia.
E forse casa non è solo un posto dove poter riposare, non è solo un luogo è in tutte le cose.
Non siamo nati solamente per timbrare entrate e uscite o per contare fino a trenta aspettando ferie e inviti a cena.
Noi siamo il tempo regalato dalla vita, siamo mani da cercare, siamo quello che rimane al mondo.
Da Casa al lavoro, domani prenderò il solito binario della vita, stanco dal lavoro fino a casa.